Nell’ora della terra

Scrivevo, un anno fa. In quello che sembra un secolo fa:

nell’ora della terra

 

 

(tornerò)

M’insegue un presagio

 

M’insegue un presagio

cammina

(nel sole)

dietro di me

 

e poi da dietro un angolo talvolta

come uno sguardo intravisto

s’affaccia

 

e poi di fronte

arriva d’improvviso

come il profumo portato da un alito di vento

(sorrido).

 

18/01

 

La poesia é nel respiro sferzato dal vento

di questo inverno troppo azzurro

 

é nella dolcezza del tepore d’una coperta

la sera

si nasconde in un gesto

nell’aprire una porta

nel chiudere gli occhi

la poesia

pregando che piova

e che una sirena

con sopra una stella…

 
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(…)

09/01

Il costume di scena

é smerlato di filo scarlatto, di azzurro

il mantello è fondale

tra gli archi di pietra

di bianco

 

s’alza col vento d’inverno

tra le foglie dei limoni

 

ma quando la luce s’accende

parlo di voci d’altri

e il cuore é silente.

 

 

16/12

 

Piove il futuro

lucciole le gocce illuminate

sui rami nudi

mentre il lampione riflesso in una finestra

si finge luna

 

e spiove sui passi lenti

sugli intrecciati grovigli delle radici

ora tappeti

della ribalta nuova

 

e le tue stelle d’inverno?

mi dirai.

 

(…)

 

21/11

 

Lo chiamavo, lo chiamavo

e il vento d’autunno silenzioso nella notte

tra le case antiche penetrando

tra i miei angoli, dentro alle mura

fino in petto

fino alla gola dell’anima

 

finché niente é più dello stesso colore

e tutto é vertigine e spinge e schiude

e tutto é buccia di melagrana.

 

Questo é il mio frutto

 

E’ il tempo del raccolto questo

il tempo del vino nuovo:

 

avevo dimenticato

questo sentire in grembo

il delizioso peso d’invisibili grappoli

questo profumo

 

quasi temendo adesso d’alzare il calice

rosso, denso, perfetto

 

ridendo del sapore

sapendo

che questo è il mio frutto.

 

Caleidoscopio

 

Come se fosse possibile

le due rose indissolubili

ormai in frantumi d’altri colori

 

i candelieri ossidati

sgranati

spezzate le rocce d’ossidiana

le nacchere

le stelle finte

in punte e trapezi

come se fosse

dicibile

il loro spargersi

roteando

 

(nello sfondo un raggio fulgido di sole).

Non é ancora autunno

Non é ancora autunno sui monti azzurri

gli orizzonti curvati

sussurrando silenzi

ricordando

attendono.

 

Le parole che nessuno ascolta senz’altra memoria

che lo spazio di quello sguardo già perduto

senz’altro respiro

che in quegli istanti.