SALTA QUA

Chiudi gli occhi

respira

apri gli occhi

e salta!

(sui torbidi silenzi, le paludi della tristezza, sui covi di vipere, i dolori, il buio di certi giorni, sugli anni, il cemento, i sogni distanti, su quel freddo)

Salta

sugli abissi

SALTA!

E non guardare giù.

NEL SILENZIO

Il silenzio non spinge

le mie vele

e il mare del cuore

bigio, ora è immoto.

Non c’è riflesso di sillaba che increspi

l’assenza

liscia

bonaccia

che tutto intorno tace.

No, non muove di memorie

la mia vela

e nulla acquieta il mio respiro

solo.

Stasera è spento

lenzuolo d’indaco

anche il mio cielo.

E se non fosse curiosità?

E se non fosse curiosità?

Mi chiedi.

So solo che si sveglia all’alba

quello che stringe

nelle viscere

che pulsa

quella mancanza che non so

che quell’inquieto brilla

come riflesso d’arcobaleno

tra le palpebre socchiuse

e che poi scende

liquido dentro

come lingue.

Ho solo il ricordo

del tuo abbraccio immenso

del battito, dove ho posato la guancia.

Tu sei felice?

Ti chiedo.

FIGLIE

Mi riconosci ancora, mamma

mentre nel letto mi chiedi

di tenere la tua mano

ed io non so più quando eri grande

mentre tremando adesso mi dici

che hai paura

e tremerei, strillerei io

che non so più se sono piccola!

Mentre piangendo dentro

ti consolo

piano piano.

10/01

Al culmine di questa salita

c’è un pianoro

candido

dove il dolore non è arrivato

e il cielo è puro

e l’aria è come un soffio d’angelo:

qui mi riposerei.

(è il frammento di una foto di Michela, grazie)

La prima pagina bianca

Dammi un altro raggio

cielo

dammi un’altra ora di luce

giorno

dammi un altro riflesso

(fuori da tutti questi orrori)

sogno!

Dammi un’altra pagina bianca

un’altra linea che curva

e l’ombra azzurra della tua mano

mentre si muove

sul mio seno.

ROSA D’INVERNO

Rosa d’inverno

è il piccolo gesto, il dono

è il luogo sognato, il passo nel vicolo

la porta, le scale

la quiete infine

di quella stanza

é l’incontro, il sorriso

a carezzare appena

laggiù dove s’annidano

il buio, la paura.

UN PASSO INDIETRO

Un passo indietro

al riparo

solo del mio respiro:

a sentirlo

l e n t a m e n t e

ritornare.

Un passo dove non sai

dove non mi puoi

azzannare, succhiare, poi

lasciare!

Un passo al di sotto di quella tua nebbia

ché c’è chiarore quaggiù

dentro ai miei angoli

l e n t a m e n t e

a rimettere a fuoco

i miei orizzonti

i miei colori.

VITA

Vita è un artiglio di gatta

quando poi si tramuta in velluto

un brivido del vento d’inverno

quando t’avvolge a un tepore.

È la fame che stringe

lo sguardo, la presa che afferra

t’attira le labbra

ti scioglie:

è il ricordo

di un lunghissimo bacio.